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Ora più che mai quello che il momento richiede è un necessario e drastico cambio di prospettiva.

Ora più che mai quello che il momento richiede è un necessario e drastico cambio di prospettiva.

Alla prova del governo il Movimento ha dovuto fare scelte difficili, che sono sempre state fatte dagli iscritti tramite la piattaforma Rousseau.

È necessario lavorare coesi su due fronti:

1 – difendere e migliorare le nostre conquiste come il RDC, il SuperBonus110, quota 100, la legge Anti Corruzione, la abolizione della prescrizione, il codice rosso, la legge salva mare, il taglio del cuneo fiscale e tanto altro

2 – raggiungere gli obiettivi finora non realizzati per portare il nostro Paese fuori da uno dei periodi più difficili della sua storia.

Ora serve lungimiranza e capacità nel mettere al centro tutti i temi cari al Movimento: sostenibilità, ambiente e transizione energetica.

Ora c’è un nuovo super ministero della transizione ecologica che ha le competenze su tutto ciò che riguarda l’energia e l’ambiente. Un cambio di prospettiva storico.

Questo rinnovato dicastero segnerà un cambio di passo eccezionale per le infrastrutture e le reti di trasmissione energetiche e per disegnare il futuro legato all’idrogeno con il processo di decarbonizzazione. In più gestirà tutti gli aspetti relativi a Energie rinnovabili, mobilità sostenibile, innovazione tecnologica, apporto dell’intelligenza artificiale per la riduzione delle emissioni e miglioramento della qualità della vita di tutti i cittadini.

La personalità indicata a coordinare tutto questo processo è senza dubbio di altissimo livello.

Un ruolo chiave nella transizione energetica verrà giocato anche dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti, col compito di mettere in cantiere i progetti delle infrastrutture di domani, e dal ministero delle politiche agricole dove si prendono decisioni per il futuro su Agricoltura, pesca e agroalimentare, fondamentali per il percorso di transizione.

Oggi non servono le divisioni per questioni di principio, ma serve la consapevolezza che oggi il Movimento 5 Stelle ha la possibilità per gestire la transizione ecologica e quindi disegnare l’Italia che verrà. Chiamarsi fuori sarebbe un errore che porterebbe il Paese nella direzione sbagliata.

Pensare al consenso non è la priorità.

La Priorità è quella di non lasciare il Paese nelle mani esclusive di chi potrebbe osteggiare questo percorso e magari romperne il processo.

Accogliamo con spirito di sacrificio l’appello di Giuseppe Conte e l’indicazione di Beppe Grillo e invece di abbandonare, lavoriamo velocemente ASSIEME anche per sostituire PRESTO la nostra attuale “guida” politica.

Serve dorarci immediatamente di una leadership forte, dialogante, e che sappia spiegare a tutti, specialmente a chi ha perplessità, le scelte intraprese e da intraprendere.

Fabrizio Uda

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