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Gli italiani stanno col premier Conte. A prescindere, più 1 al 63 per cento

Gli italiani stanno col premier Conte. A prescindere, più 1 al 63 per cento

 

I partiti alleati che lo sostengono litigano, editorialisti dei giornaloni e pseudoesperti da talk show ne pronunciano ad ogni piè sospinto il de profundis come capo del governo, gli avversari lo criticano come inconcludente e temporeggiatore, ma Giuseppe Conte continua a crescere nel gradimento degli italiani.

Accolto con grande giubilo dall’uomo immagine del premier Rocco Casalino, è arrivato a Palazzo Chigi nel pomeriggio di oggi il Cruscotto della settimana. E il verdetto di Nando Pagnoncelli non lascia dubbi. Il gradimento personale del premier per caso sale di un punto al 63 per cento, mentre il governo giallo-rosso resta stabile al 57.

cruscutto settimana

Un caso di studio, insomma, di comunicazione politica: non c’è crisi Alitalia o rissa sul Ponte Morandi, incertezza sull’immigrazione o sul Mes, angoscia da Covid o da crisi economica che tenga e faccia saltare il banco. Il feeling degli italiani con l’avvocato del popolo resiste ad ogni fattore politicamente usurante. Anzi col passare del tempo migliora.
L’ultimo atto del governo, il decreto Semplificazioni, appena e solo annunciato e approvato precariamente col famoso “salvo intese”, piace al 50 per cento degli italiani, mentre solo un 20 esprime un giudizio negativo (e il 30 non sa).

 

Si rassegnino rosiconi e ribaltonisti: nessun leader alternativo è in grado oggi di far ombra al premier. Al secondo posto in classifica della classifica di Pagnoncelli c’è sempre la coriacea Giorgia Meloni, distaccata però di ben 27 punti al 36 per cento (più 1). Segue l’esangue ministro della Salute Roberto Speranza al 35 (meno uno), il tonitruante e onnipresente leader dell’opposizione Matteo Salvini che pur guadagnando un punto sale solo al 32.
Nel Pd il migliore è Dario Franceschini, che perde però due punti attestandosi al 28 e bruciando il segretario Nicola Zingaretti stabile al 24.
Tra i Ciquestelle resiste l’ex leader Luigi Di Maio che rincula di un punto scendendo al 28, surclassando il successore alla guida dei grillini Vito Crimi che perde due punti scendendo al 17, superato da Alfonso Bonafede, fermo al 19.

Sempre arzillo Silvio Berlusconi, che, pur perdendo un punto mantiene un lusinghiero 23, nonostante il suo ritiro in Costa Azzurra nel suo rifugio anti Covid. E lo stesso gradimento del leader di Forza Italia gli italiani lo riservano alla pugnace ministra Teresa Bellanova, scesa di un punto al 23, che quasi doppia il suo leader, l’ipercinetico ma esangue e piatto Matteo Renzi (più 1 al 12 per cento).
Stabili i partiti, nonostante l’agitarsi continuo in chiave marketing. La Lega sta al 25,2 e guadagna solo uno 0,4, nonostante il ritorno in piazza di Salvini. Segue il Pd al 19,6 (-0,5) e il M5S al 18,1 (più 0,4). Rimescolamenti irrilevanti. E la stessa calma piatta si registra nel centro-destra con Fratelli d’Italia al 16,3 (meno 0,6) e Forza Italia al 7,5

 

(più 0,5). Non entra proprio in partita Italia Viva di Renzi, nonostante la grande presenza mediatica: meno 0,3 a 2,2. Da prefisso telefonico.
Effetto Conte, dunque. A prescindere.
Con gli italiani che nell’avvocato foggiano continuano ad aver fiducia e rinnovano in maggioranza una sorta di cambiale in bianco, intonando l’inno: meno male che Conte c’è. Prosit.

fonte: AffariItaliani.it

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