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ORLANDO E PINOTTI LA LIGURIA È ANCHE VOSTRA

Scrive Ferruccio Sansa sul suo blog: “Caro Toti i disastri autostradali e ferroviari dipendono anche da te“. In nome del federalismo da applicare anche sulle reti dei trasporti, spesso reclamato a gran voce dalle regioni soprattutto quelle governate dalla Lega, anche il governatore, spiega il potenziale candidato di opposizione in questi cinque anni di governo avrebbe dovuto farsi sentire a Roma. Prima. Farsi sentire.

FSansa

Battere i pugni sui tavoli romani. Gridare. Minacciare. La critica di Sansa teoricamente non fa una grinza. Se non che a decidere sulle autostrade, per esempio a dare e rinnovare le concessioni che diventano anche lo strumento per costringere i concessionari a fare le manutenzioni, erano i governi nazionali. Prima negli anni Novanta guidati da Berlusconi, poi dal Pd. Gli ultimi da Letta, Renzi, Gentiloni.

Il senatore Rossi editore di Primocanale, tra il 2013 e il 2018, urlava inascoltato a Palazzo Madama sulle gallerie delle autostrade liguri nessuna a norma secondo le regole europee.Da solo, nel più assoluto silenzio degli altri membri della commissione Trasporti. Farsi sentire è quello che chiediamo oggi a tutti i parlamentari della Liguria. Ma a quelli che rappresentano partiti al governo diciamo che farsi sentire e’ un loro dovere. E ci stupisce che due di questi, potenti ex ministri alla Giustizia e alla Difesa, Andrea Orlando e Roberta Pinotti stiano zitti. Potenti prima, da ministri, potenti oggi nella politica perché Pinotti è molto ascoltata nei Palazzi più alti e Orlando è niente meno che il numero 2 del partito forse oggi più’ importante della compagine governativa.

Come possono tollerare questi due illustri politici liguri che il nostro territorio massacrato dalla tragedia del Ponte Morandi, torturato dalla pandemia, possa essere ridotto in uno stato di isolamento che mai si ricorda nel passato nemmeno nei tempi più bui delle crisi. Ieri Genova e’ stata paralizzata. Le gallerie dimenticate da decenni presentano il drammatico conto dell’inefficienza dei concessionari, ma anche dei governi e dei ministri dei Trasporti e delle Infrastrutture che si sono succeduti. E dei governi regionali che per anni hanno sottovalutato lo stato comatoso della rete.

Pinotti e Orlando se ci siete battete un colpo! L’attuale ministro è una vostra autorevole compagna. Datele una telefonata, chiamatela per un caffè e raccontatele che la Liguria è in Italia e che come tutte le altre regioni italiane deve essere collegata con il resto del Paese. Parlatene con Zingaretti, avvicinate Conte, spiegatelo a Fratoianni. Dopo tre mesi catastrofici una regione portuale e turistica, dove non esistono piu autostrade (e stendiamo un pietoso velo sui treni e gli aerei) se non comunica, muore. Le elezioni regionali sono alle porte e diventano un banco di prova per tutti. Toti e il centrodestra che governano la Liguria da cinque anni e l’opposizione che non governa qui, ma governa a Roma. I liguri questa volta davvero sono arrivati al limite della sopportazione.

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