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Alessandro Di Battista ad “In Mezz’Ora” del 14/06/2020

Di Alessandro Di Battista

Di ruoli e poltrone non mi interessa nulla. Vedo il Paese in difficoltà, le imprese in difficoltà, i giovani in difficoltà. L’ambiente in sofferenza. Sto solo lavorando – da cittadino – a proposte su proposte perché temo che coloro che hanno colpito la classe media, inquinato, corrotto e cementificato il nostro Paese stiano cercando di farlo ancora.

Ho proposto il servizio ambientale per contrastare la disoccupazione giovanile ed il dissesto idrogeologico. Ho detto che la nomina di Descalzi è inaccettabile. Ho ribadito che risolvere il conflitto di interessi – oggi più che mai – ha a che fare con il contrasto alla corruzione del 2020, una corruzione subdola che viaggia sui binari delle consulenze e delle conferenze non più su quello delle mazzette.

Ho detto che la grande opera pubblica che crea lavoro e protegge noi cittadini é la “manutenzione”. Ho detto che va sostenuta la piccola e media impresa, la classe media e allo stesso tempo rafforzato lo Stato con programmi pubblici e nazionalizzazioni di settori strategici (sanità ed autostrade per esempio).

Ho preso posizione su Regeni e sulla vendita di navi all’Egitto. Ho preso posizione sull’accentramento del potere mediatico (gruppo Elkann), sulle regole europee del “Patto di Stabilità”, sulle guerre di invasione mascherate da missione di pace, sulla questione palestinese.

Non sto in Parlamento, non ho l’immunità (quando l’avevo non l’ho mai usata), mi becco querele, articoli diffamatori contro, critiche di ogni genere. Amen, ho le spalle larghe e credo nelle mie idee. Ascoltate quel che ho detto e come l’ho detto, non le polemiche dei giornali.

Ho sempre preso posizione e sono consapevole (come anticipato proprio oggi dalla Annunziata) che farlo ha un costo. Faccio politica sì, perché mi pare un diritto ed anche un dovere. La faccio senza essere pagato con denaro pubblico perché la Politica è partecipazione. Non siete d’accordo con me? Legittimo, contrastate le mie idee senza dire: “si sarebbe dovuto candidare”. Per anni ho sostenuto che la Politica (una cosa bellissima) si possa fare anche al di fuori delle Istituzioni. Sto solo facendo quel che ho sempre detto.

Ho chiesto che il Movimento discuta di proposte, soluzioni, linee future in uno spazio democratico e di confronto. Chiamateli Stati generali, Assemblea, Congresso….come vi pare. Ma sono urgenti perché è bene che il Movimento si faccia carico del disagio sociale che sta arrivando prima che se lo facciano coloro che l’hanno provocato!

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