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Di Matteo-Bonafede, Toninelli: «È stata una trappola. Ho chiarito alcune menzogne di questi giorni contro il M5S»

“È stata veramente una sorta di trappola. La notizia reale è che il ministro Bonafede, appena insediatosi, chiama un grande magistrato antimafia (Nino Di Matteo, ndr) e gli offre due incarichi, optando più su uno: direttore generale affari penali, incarico che venne ricoperto a suo tempo da Giovanni Falcone. Non si crea un accordo su questa proposta perché Di Matteo preferisce quella del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, che ha una funzione più amministrativa, rispetto a una funzione più di frontiera, che incide di più sulle regole contro la mafia, e non si va d’accordo. Ribaltare completamente questa informazione, come se Alfonso Bonafede si fosse fatto influenzare da alcune dichiarazioni di mafiosi è completamente sbagliato».

Così il senatore del Movimento 5 Stelle intervenendo a L’Aria che Tira, trasmissione condotta da Myrta Merlino su La7, in merito al caso Di Matteo-Bonafede.

«Le notizie delle intercettazioni dei mafiosi che si mettevano le mani nei capelli per la nomina di Di Matteo da parte di Bonafede sono precedenti al colloquio tra Bonafede e Di Matteo quindi se fosse vero che lui fosse stato influenzato non l’avrebbe mai chiamato il magistrato antimafia.

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