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UN PROMEMORIA PER TUTTI QUELLI CHE DICONO CHE CONTE AVREBBE DOVUTO FARE SUBITO QUELLO CHE CHIEDEVANO I GOVERNATORI LEGHISTI DEL NORD.

Ma Conte a quale versione di questi grandi statisti avrebbe dovuto attuare?

Partiamo dal grandissimo Zaia:

21 Febbraio , dopo il primo morto, ha chiuso un ospedale e un paese (Vo’ Euganeo), facendo tamponi e contribuendo al primo decreto che chiudeva le scuole.

23 Febbraio Giorni dopo ha dichiarato: “Siamo di fronte a una scandalosa pandemia mediatica”. Tutto esagerato, colpa di network, Rete e giornali.

28 Febbraio Coronavirus, Zaia: “Tutti abbiamo visto i cinesi mangiare i topi vivi” | L’ambasciata cinese: “Offese gratuite”

Il governatore del Veneto sottolinea la presunta superiorità degli italiani rispetto ai cinesi sul piano dell’igiene e della pulizia personale

7 Marzo la notizia era: «“Consideriamo superata l’emergenza di Vo’. Abbiamo mandato una lettera al premier, a Speranza e al Comitato tecnico scientifico perché Vo’ sia liberata”. Lo ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia, a margine dell’unità di crisi regionale sul Coronavirus, a Marghera. Precisando che la decisione dovrà essere contenuta nel nuovo Dpcm da rinnovare entro domani, Zaia ha sottolineato che «abbiamo 66 positivi su 3.300 abitanti, e l’isolamento lo consideriamo superato”».

8 Marzo Il presidente del Veneto, Luca Zaia, critica il decreto del premier Giuseppe Conte sul coronavirus considerando “esagerata e inopportuna” la decisione di definire area rossa le tre province venete e chiede quindi lo stralcio di esse. Zaia sottolinea che “non è stato interpellato per un parere prima della definizione del decreto e che l’ultimo contatto con Conte è stato prima di mezzanotte”. Lo stralcio riguarda le province di Padova Treviso e Venezia. A fronte di cluster circoscritti, “e che non interessano in maniera diffusa la popolazione generale, non si comprende – osserva Zaia – il razionale di una misura che appare scientificamente sproporzionata all’andamento epidemiologico”. “Noi veneti non ci siamo mai tirati indietro, io non mi sono mai permesso di dissentire, anche se c’erano misure che a volte avrei fatto in un’ altra maniera. Ma questo decreto per un’interpretazione – conclude – ha bisogno minimo di una circolare attuativa. Tutto magari ha una ratio, ma per noi veneti, in questo momento no”».

9 Marzo: “Servono norme uniformi in tutta Italia”.

10 Marzo “Chiudere tutto”.

11 Marzo: “Veneti, restate a casa”. Zaia: «Due milioni di veneti contagiati entro metà aprile se non rispettiamo le regole»

20 Marzo Zaia: «In Veneto chiusi i parchi e gli alimentari nel weekend»

22 Marzo Zaia: «Siamo in emergenza come in una guerra mondiale». Verona e Padova, oltre 1.000 casi

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