Erspamer: “La sostanziale differenza fra influenza e coronavirus sono i media”

“Lo sapete quanti italiani muoiono ogni anno di polmonite? Non ne avete nessuna idea e non ve n’è mai fregato assolutamente nulla. Strano, perché la polmonite uccide ogni anno 11mila italiani. Undicimila, non undici. Tutti gli anni. Senza mai diventare una breaking news. Perché non è contagiosa e non fa paura”. 

“Ma questo è il punto:” – prosegue – “è ormai solo questione di paura, ossia di aspettative, non di concreti effetti sociali. Succede, quando l’individualismo prende il posto della solidarietà. Ho riguardato un quotidiano di un anno fa, del 7 febbraio: un articolo interno annunciava che dall’inizio della stagione l’influenza aveva provocato 52 vittime, delle quali tredici nell’ultima settimana. Più di quelle del coronavirus ma non faceva notizia. 

“Di conseguenza, nessun assalto ai supermercati, città aperte e non in stato d’assedio, scuole funzionanti. Certo, il COVID-19 è una malattia respiratoria un po’ più aggressiva dell’influenza e dunque è giusto che la si prenda sul serio; ma l’isteria di massa?” continua.

“La sostanziale differenza fra influenza e coronavirus sono i media” – sottolinea Erspamer – “Che è del resto l’unica differenza fra una persona ordinaria che guadagna qualche migliaio di euro al mese e una celebrity della tv pagata milioni. Ma quale merito, quale competenza. Nel mondo liberista conta solo la visibilità e il successo è una lotteria”.

“Ai miliardari e ai loro numerosi cani da guardia non gli pare vero: anche questo test è riuscito in pieno. Hanno trasformato una malattia abbastanza ordinaria in una peste, e senza i rischi dell’autentica peste. Basta riempirne le prime pagine dei quotidiani, i titoli dei telegiornali, dedicare all’argomento tutti i talk show, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana. Dodici vittime – magari nel frattempo sono salite, con soddisfazione degli sciacalli; diciamo venti: basta parlarne mille volte e nella percezione della gente diventano 20mila, diecimila volte e diventano 200mila. Il resto non conta più niente,” osserva. 

“Come nei depressi l’angoscia blocca ogni via di uscita dall’ossessione, così gli psicolabili perdono completamente il senso della realtà e delle proporzioni. Che pacchia, dicevo, per i ricchi e i potenti, adesso che hanno avuto conferma della manipolabilità dei cittadini: quando ne avranno bisogno scateneranno altre paure più o meno immaginarie per distrarvi da problemi concreti, da tragedie, colpi di stato, soprusi, latrocini, persino dalla distruzione del vostro mondo, del vostro benessere, del vostro paese, della vostra dignità. Alla fine è il solito vecchio trucco: schiavo è chi per il timore di morire accetta qualsiasi cosa, anche le illusioni e la servitù; dopo di che la sua vita non gli appartiene più,” conclude Erspamer.

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