Il MoVimento 5 Stelle è morto?

“Il MoVimento 5 Stelle è morto!” Ci hanno dato per morti una, cento, mille volte.

Non ricordo quante volte ho sentito in questi 10 anni ripetere questa ritornello. Ci hanno dati per morti dopo aver snobbato Bersani e la sua proposta di alleanza dopo le elezioni 2013 e dopo lo streaming con Renzi, “Il Movimento congela il 25% dei voti relegandosi all’opposizione, spariranno!”. Ci hanno dati per morti per colpa degli scontrini, ci hanno dati per morti ogni volta che qualcuno dei nostri se ne è andato al gruppo misto. Ci hanno dato per morti dopo l’elezione della Raggi e dopo la prima difficile dinamica nella gestione di Roma Capitale, ci hanno dati per morti quando è fallito il direttorio, ci hanno dati per morti quando Beppe ha fatto un passo di lato, ci hanno dato per morti per avere deciso di governare con la Lega, morti poi per aver deciso di governare col PD, ci avrebbero dati per morti anche se col 33% dei voti avessimo deciso di stare all’opposizione. Ci danno oggi per morti dopo che il passo di lato lo ha fatto Luigi e ora che abbiamo perso duramente in Emilia Romagna e Calabria, giornaloni, giornaletti e media vari celebrano l’ennesimo funerale del MoVimento.

La verità è che siamo al Governo con un solo grande obbiettivo, che va ben oltre la ricerca di un consenso fine a se stesso per sentirci gratificati nel leggere i sondaggi. Noi siamo al governo per un motivo molto semplice: MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLA VITA DEI CITTADINI ITALIANI… Far parte del centro sinistra in un nuovo bipolarismo , essere la terza via in una sorta di tripolarismo, occupare aree progressiste, occupare aree riformiste, sono tutte analisi che poco mi appassionano, perché in corso da anni fatte da pseudo osservatori politici che si dilettano a cercare di capire come e dove collocare il MoVimento in questa nuova era politica. La verità è che il MoVimento ha fatto un miracolo politico senza eguali costringendo prima la Lega e ora PD e renziani a fare con noi quelle cose che nessuno ha mai fatto in 30 anni di mala politica. Il 33% ha sancito la nostra vittoria, ma non ci ha consentito di governare da soli e, per evitare di mandare in fumo il voto di 11 milioni di italiani, ci siamo assunti la responsabilità di governare con i partiti che abbiamo combattuto fin dalla nostra nascita. Eravamo e siamo ben consapevoli che questo avrebbe inevitabilmente portato ad una perdita di consenso, ma al tempo stesso siamo riusciti con pervicacia e determinazione ad ottenere in questi primi due anni al governo provvedimenti a cui i cittadini prima o poi attribuiranno il merito al grande lavoro che il Movimento ha svolto e svolgerà fino alla fine della legislatura. L’aliquota agevolata per le partite IVA, Quota 100, La Legge anticorruzione, l’Abolizione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, Il Taglio delle pensioni d’oro, l’Abolizione dei vitalizi dei parlamentari, 10.000 assunzioni nelle forze dell’ordine, 1 miliardo e mezzo di euro per il risarcimento ai risparmiatori truffati delle banche, 1 miliardo di euro per l’innovazione, Il Decreto dignità per i contratti stabili, La Class action, Il Codice rosso per proteggere donne e bambini, Lo Stop a nuove trivellazioni nei nostri mari, l’Ecobonus per le auto elettriche, 11 miliardi di euro contro il dissesto idrogeologico, l’Aumento del tempo pieno nelle scuole del sud, Lo Stop dell’aumento dell’iva, Il Decreto clima, La Legge salvamare, Lo stop aumento pedaggi autostradali, 4 miliardi di euro per il Green new deal, Taglio del cuneo fiscale, Lo stop alla pubblicità del gioco d’azzardo, l’Aumento degli stipendi ai vigili del Fuoco, l’Assunzione di 50.000 insegnanti precari, Il taglio dei parlamentari sono solo alcuni dei provvedimenti portati a casa. Questo è solo l’antipasto, il bello deve ancora venire, altro che morti. Noi non citofoniamo a casa di presunti spacciatori, non usiamo la tragica morte di un campione di basket per rilanciare gli hashtag elettorali, non mettiamo a rischio la tenuta del Paese ballando e bevendo in una discoteca estiva, noi abbiamo la chiara e consapevole missione di realizzare i punti del nostro programma, costi quel che costi, anche in termini di consenso. Consenso che sono sicuro arriverà, perché i cittadini alla fine sapranno valutare chi ha lavorato per loro e chi invece si è lasciato travolgere da una propaganda sempre più becera e fine a se stessa.

Con questo non voglio dire che va tutto bene e che siamo perfetti. Il MoVimento deve assolutamente rivedere tutti gli assetti interni e coi vari team di facilitatori nazionali e regionali dovrà dare vita, velocemente, alla riorganizzazione. Ai facilitatori regionali spetta un compito durissimo, dovranno riorganizzare i territori in termini di rapporti esterni più frequenti e consolidare riferimenti stabili per stakeholder, associazioni, comitati e imprese, dovranno oltre modo favorire la nascita di nuovi gruppi locali e liste civiche nei vasti territori in cui non siamo più presenti e dove non lo siamo mai stati. Dovranno sopratutto favorire l’ingresso di nuovi iscritti attraverso eventi itineranti ed “attraenti” per i cittadini e solo successivamente, attivare tutti i percorsi di formazione per coloro che vorranno aderire e magari un giorno candidarsi ai vari livelli istituzionali.

Al netto di tutto i facilitatori (a cui noi attivisti di dobbiamo offrire assoluto supporto), dal mio modesto punto di vista dovranno essere inclusivi da una parte, ma al tempo stesso dovranno tenere a debita distanza quelle figure (non tantissime per fortuna) che negli anni hanno parlato tanto e fatto poco, quelli che con la scusa del “dico quello che penso quando voglio e come voglio” hanno danneggiato l’immagine del Movimento avventurandosi in improponibili attacchi pubblici rivolti all’interno e alimentando divisioni nella base. I più navigati ricorderanno i periodi in cui qualcuno si svegliava la mattina e creava il “meetup parallelo” pur di dire “il MoVimento sono io e non quegli altri”.

Quindi sta ora ai facilitatori, individuare nei territori e valorizzarne il lavoro, tutte quelle figure che si sono dimostrate trainanti, che hanno già in passato fondato gruppi locali, che hanno favorito la formazione delle civiche, che non si sono mai tirate indietro e che negli anni hanno acquisito sul campo quelle competenze logistico/organizzative e di comunicazione necessarie per convincere altri cittadini ad abbracciare i valori del Movimento ed entrare poi nelle istituzioni.

Se i facilitatori regionali saranno in grado di individuare come riferimenti nei territori le persone che hanno concretamente lavorato tanto e parlato poco (al netto degli errori che ciascuno può aver commesso negli anni), allora si potranno creare le condizioni per lavorare in modo proficuo a radicarci sul territorio in maniera serena ed efficace, cosa che fino ad oggi è stata una grande lacuna del MoVimento.

Il mio appello va anche ai portavoce a tutti i livelli che negli anni, una volta eletti, hanno svolto bene il loro mandato all’interno dei consigli comunali, regionali e in parlamento, ma che troppo spesso (non tutti) si sono approcciati in in modo un po’ passivo alle attività sul territorio. Troppe volte abbiamo sentito “vado dove mi invitano e se organizzate ci sarò” quando molte volte avremo preferito sentire: “ho organizzato un evento e vi invito ad esserci”. I portavoce, anch’essi dovranno avere un nuovo approccio sul territorio sia con gli attivisti, sia con la “società civile”. Dovranno premere, ora più che mai sull’acceleratore: essere anche loro parte attiva nella organizzazione degli eventi (che non possono più essere lasciati esclusivamente alla iniziativa degli attivisti) e nella promozione delle attività sul territorio, non sottraendosi alla responsabilità di favorire la crescita nei collegi da cui si è stati eletti. Dovranno poi, con maggiore intensità, presidiare le TV locali, partecipare alle inaugurazioni, alle manifestazioni patrocinate dai comuni, ai grandi eventi delle città, alle fiere, alle ricorrenze, per far sentire ai cittadini che ci siamo ancora, e dimostrare che siamo ora più che mai parte integrante della società.

Il governo andrà avanti e altri provvedimenti saranno realizzati, a noi non resta che raccontare bene sul territorio e con cognizione di causa quanto di buono stanno facendo i nostri a Roma.

A tutti quelli che ora stanno meditando di mollare chiedo di non perdere di vista l’obbiettivo e tener duro. Chi invece vuole mettere a disposizione un po’ del proprio tempo e delle proprie competenze per aiutare il MoVimento cerchi l’incontro più vicino sui vari canali di comunicazione e ci raggiunga.

Le chiacchiere stanno a zero, i ragionamenti sui massimi sistemi pure, chi vuole fare con approccio costruttivo ci trova e la porta è aperta. Non troverete dei cadaveri come vogliono farvi credere, ma gente attiva e competente che in fondo vuole solo contribuire a dare ai propri figli un futuro migliore, e per farlo non c’è laboratorio migliore del MoVimento 5 Stelle.

Non siamo disposti a gettare alle ortiche anni di attività, di tempo, di arrabbiature, di gioie e di amicizie per un nuovo momento di difficoltà. La nostra storia è ancora tutta da scrivere, e la differenza la faranno quelli chi vorranno ancora farne parte, non certo quelli che getteranno la spugna!

Avanti!

Fabrizio Uda

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