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Nasa, scoperto pianeta simile alla Terra. Due italiani nel team: “E’ a 100 anni luce”

Illustrazione dell’esopianeta Toi-700 d basata su diversi ambienti simulati per ottenere una versione del pianeta coperta dall’oceano. Crediti: Goddard Space Flight Center, Nasa

TOI 700 d, così è stato chiamato il pianeta, è nella zona abitabile: cioè si trova a una distanza tale dal suo sole da ipotizzare ci sia acqua liduida in superficie. Due napoletani nel team.

Roma, 7 gennaio 2020 – Una ‘sorella’ della Terra è stata scoperta a ‘soli’ 100 anni luce. Il pianeta si trova nella cosiddetta zona abitabile, quindi posizionato a una distanza ideale dalla sua stella, tale da ipotizzare possa avere acqua liquida in superficie. 

La scoperta di TOI 700 d, così è stato chiamato il pianeta, è arrivata grazie al nuovo telescopio cacciatore di pianeti Tess, della Nasa. L’annuncio è stato fatto a Honolulu, al convegno della Società Astronomica Americana, dal gruppo guidato da Emily Gilbert, dell’università di Chicago. Alla eccezionale scopera hano contribuito anche due italiani: Giovanni Covone, astrofisico dell’università Federico II di Napoli e associato dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), e lo studente Luca Cacciapuoti della Federico II. 

Covone, docente federiciano del team della Nasa, spiega: “Questo risultato è molto importante per Tess perché è il primo pianeta simile alla Terra, scoperto dal telescopio spaziale”. Ora, aggiunge l’esperto, bisognerà verificare i dati, se il pianeta ha un’atmosfera e quale è la sua composizione chimica. 

Cercheremo soprattutto tracce di ossigeno e acqua che – continua Covone – sono le prime indicazioni importanti dell’eventuale presenza di forme di vita”. 

La stella di riferimento e TOI 700, una nana rossa (circa la metà di quella del Sole), Tess ha individuato tre pianeti, di cui il più affascinante è TOI 700 d, che è il 20% più grande della Terra. Gli osservatori hanno notato che il pianeta rivolge sempre la stessa faccia alla sua stella, ma questo non esclude la nascita della vita. “Bisogna vedere che tipo di vita si potrebbe formare su un pianeta senza l’alternanza di giorno e notte, per questo TOI 700 d sarà un bel laboratorio per l’astrobiologia”, conclude il docente di astronomia e astrofisica.

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