Il Mose dell’ignoranza.

di Jennifer Bifone

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Venezia e tutto il litorale veneziano, Basilicata, Matera, Puglia, Calabria, Sicilia. In una parola, l’Italia. L’Italia sta attraversando un momento drammatico con danni ingenti, incalcolabili, irreparabili al patrimonio artistico e culturale. Moltissime persone hanno attività commerciali gravemente compromesse o la stessa abitazione inagibile. Altre ancora, hanno perso la vita. Corruzione, tangenti, cambiamenti climatici, soluzioni ingegneristiche, intervento statale, autonomia rivendicata, ironia social. Ho letto di tutto e sorriso io stessa ad alcuni post che hanno visto immortalati ominicchi al governo da decenni che, ancora una volta, sfuggono come anguille alle proprie responsabilità.

C’è però una cosa che mi urta profondamente. Che mi lascia basita, sconcertata, incredula. Ancora una volta mi sono illusa che davanti alla tragedia prevalesse, quantomeno nell’immediato, un rispettoso silenzio che avrebbe potuto nei giorni seguenti essere lecitamente interrotto da riflessioni meritevoli, critiche costruttive, aiuti concreti, semplice supporto morale. E mi aspettavo questo da nord a sud.

E invece no. Alcuni miei conterranei, con il culo sul divano e le dita sullo smartphone, hanno prontamente azionato il Mose dell’ignoranza. Ho letto di tutto.

“Propensione genetica dei veneti e dei friulani a rimboccarsi le maniche”, “Odio social verso la nostra gente”, “Al Veneto non serve lo Stato italiano per rimettersi in piedi”, “Casa nostra”, “Perché noi siamo, noi facciamo”. Noi! Noi! Noi!

Sapete chi mi sembrate? Adolescenti che nello spogliatoio giocano a chi ce l’ha più lungo. Io! Io! Io!

Mai contesterò l’amore per la propria terra e l’orgoglio per la regione natia. Mai denigrerò i meravigliosi dialetti. “Duri i banchi” sì, duri i banchi cazzo! Sono sentimenti veri, radici sacrosante, espressioni dialettali che non dovranno mai essere soppiantate dallo “slang” di spicciola importazione.

Ma voi, dio santissimo, non state mettendo in luce la bellezza e la forza di tutto questo. State alzando il Mose dell’ignoranza tra nord e sud. Ancora una volta. State puntando il dito, barricandovi nell’insoddisfazione, alludendo e rivendicando una superiorità genetica e valoriale che dovrebbe “distinguervi” da chi? Da cosa?

Siete seri? Siete davvero convinti di vivere in una regione immacolata, abitata da una maggioranza di persone oneste, meritevoli, instancabili? Ma da quali cazzo di valutazioni partite? Ma, soprattutto, in cosa cazzo state perdendo tempo?

Il sud vi sta denigrando? E da quando l’opinione di quattro imbecilli rappresenta il sud? Per lo stesso motivo io, veneta, sarei rappresentata da voi e dalle stronzate che state scrivendo. Siete diversi? Dimostratelo. Studiate, leggete, aiutate, ignorate le provocazioni di quattro bifolchi ignoranti, rispondete nel merito senza alludere ad una superiorità natia e storica che non esiste. Non esiste. E se non state facendo nessuna di queste cose, se non siete in grado, fate SILENZIO.

FONTE: FACEBOOK

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