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Travaglio: «Sullo ‘scudo penale’ per chi gestisce l’Ilva mentono tutti»

«Sullo “scudo penale” per chi gestisce l’Ilva, introdotto da Renzi nel 2015, bocciato in parte dalla Consulta nel 2018 e, dopo varie giravolte, cancellato un mese fa, mentono tutti».

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Lo scrive Marco Travaglio nel suo editoriale di oggi, dedicato al caso dell’ex Ilva.

Il giornalista sottolinea che «mentono i due Matteo e il Pd, che lo rivogliono dopo averlo abolito» e «mentono politici, sindacalisti e opinionisti che, per malafede o ignoranza, ripetono che, senza scudo, i commissari e Mittal rischiano di pagare per i reati dei predecessori«.

Infatti – spiega Travaglio – «la responsabilità penale è personale e ciascuno risponde di quel che fa lui, non altri».

Inoltre – continua il direttore del Fatto Quotidiano – «mente, o non sa quel che dice, chi chiede una norma per interpretare l’art.51 del Codice penale: “L’esercizio di un diritto o l’adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica o da un ordine legittimo della pubblica Autorità, esclude la punibilità”». Questa “scriminante” infatti viene già applicata al manager che «deve attuare il piano di risanamento imposto dalla legge o dal giudice in una fabbrica vetusta e insicura: se la messa in sicurezza richiede tempo, chi deve gestirla può violare provvisoriamente la 231 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e le norme a tutela dell’ambiente e della salute,» spiega ancora Travaglio.

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