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Erspamer: «Di Maio ha fatto benissimo a dichiarare i suoi obiettivi primari: se il Pd non li condivide deve spiegare perché»

«I piddini non sono abituati alla politica, che infatti chiamano “ultimatum”; preferiscono inventarsi leggi elettorali truffa e incostituzionali grazie alle quali con neanche il 30% dei voti ottenere la maggioranza assoluta e fare per cinque anni quello che gli pare senza rendere conto a nessuno, all’americana, come piace alle lobby e ai paesi stranieri, che ottengono contratti o trattati con clausole tali da non poter essere più annullati se non con penali proibitive». 

Così il professor Francesco Erspamer su Facebook.

«I risultati» spiega il docente «si sono visti: il potere assoluto corrompe assolutamente in quando disabitua al dialogo (gli altri sono tutti fascisti), al confronto, alla riflessione, all’autocritica. Personaggi come Delrio sono il prodotto di questo sistema fondato sulla concorrenza invece che sulla solidarietà, tipico del neocapitalismo-lotteria, in cui i vincenti si prendono tutto e gli altri non meritano nulla.
Il M5S non è un partito rivoluzionario: rappresenta soltanto, ma è tantissimo, un bisogno di ritorno al buon senso e ai valori e procedure che permisero all’Italia di diventare un paese prospero e coeso». 

Secondo Erspamer «Di Maio ha fatto benissimo a dichiarare i suoi obiettivi primari: se il Pd non li condivide deve spiegare perché, apertamente, punto per punto, altro che fingere irritazione per evitare di rivelare agli elettori che vorrebbe conquistare di essere il partito della globalizzazione e del liberismo selvaggio (peraltro come piace alla casta che lo ha votato persino nel 2018). Ovvio che per il M5S sia essenziale capire se ci sia un terreno comune sul quale lavorare e soprattutto se il Pd voglia cambiare per il bene del paese o temporeggiare per fregare i pentastellati come a suo tempo Berlusconi fregò D’Alema (la celeberrima bicamerale). Se no, meglio vedere se la Lega sia sufficientemente contrita e disponibile e se non lo fosse andare alle elezioni». 

«In ogni caso è regola fondamentale non accettare mai l’ultimatum di chi non vuole chiarezza,» conclude.

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